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Mara Belloni

MISSIONE “RIDARE LA LUCE”  –  MADAGASCAR

Oltre 15.000 interventi chirurgici e più di 75.000 visite ambulatoriali, centinaia i medici e paramedici locali formati nella regione dell’Africa denominata del Sahel (o Subsahariana). Tutto questo è stato possibile realizzarlo, con l’aiuto di tanti volontari, grazie ai numerosi uomini e donne che hanno avuto la forza di lasciare le loro “comode vite”, per sentirsi utili nel donare le loro capacità al servizio del prossimo

ESPERIENZE DAL CAMPO: SALUTE E SVILUPPO – MADAGASCAR

 “Ridare la luce” è stato, ed è, un impegno umanitario che si prefigge di combattere e sconfiggere la piaga della cecità che nei paesi in via di sviluppo è una vera emergenza. Un lungo impegno che è arrivato al suo 13° anno, con la 27ma missione svolta in Madagascar. In totale sono centinaia le tonnellate di farmaci utilizzati. Molteplici le apparecchiature mediche inviate sul campo e poi donate. Migliaia le lentine intraoculari utilizzate. Oltre 15.000 interventi chirurgici e più di 75.000 visite ambulatoriali, centinaia i medici e paramedici locali formati nella regione dell’Africa denominata del Sahel (o Subsahariana). Tutto questo è stato possibile realizzarlo, con l’aiuto di tanti volontari, grazie ai numerosi uomini e donne che hanno avuto la forza di lasciare le loro “comode vite”, per sentirsi utili nel donare le loro capacità al servizio del prossimo. 

Il ricordo che mi lascia questa esperienza è: GIOIA.

Sono partita senza alcuna aspettativa se non la consapevolezza di dare la possibilità a degli sconosciuti di poter riacquistare la luce. Beh, è stato molto di più. 

Vivo direttamente il disagio di una patologia oftalmica, aiutare quindi qualcuno a migliorare anche di poco la propria acuità visiva, è per me grandioso e dà un senso alla mia eccessiva sensibilità a riguardo.

Appena arrivati sul posto, io e la mia collega Luigia ci siamo subito messe a lavoro per organizzare la sala operatoria mentre i medici allestivano l’ambulatorio per visitare i numerosissimi pazienti presenti ogni giorno. E’ stato un lavoro faticoso, c’è stato bisogno di una pulizia profonda innanzitutto, e di una logistica importante per sfruttare al meglio la struttura e il materiale a disposizione, ma con l’entusiasmo e l’aiuto dei locali, siamo stati in grado di iniziare la prima seduta operatoria già nella prima giornata. I ritmi di lavoro sono stati intensi per tutta la durata della nostra missione, c’era davvero tanta gente da operare, e le condizioni climatiche rendevano tutto ancora più faticoso, ma la volontà di fare tanto e bene e l’armonia che si era creata nel gruppo ha avuto la meglio. Questa esperienza mi ha regalato veramente molto dal punto di vista professionale e umano. Mi sono commossa e divertita, ho avuto la possibilità di mettermi alla prova e soprattutto ho avuto la possibilità di ” DARE LA LUCE “.

Ringrazio l’ AFMAL per avermi regalato questa bellissima esperienza che spero sia la prima di molte altre, e ringrazio i miei compagni di avventura che hanno messo a disposizione le loro competenze professionali e le loro singolarità individuali per guidarmi facendomi sentire parte di un gruppo ricco ed affiatato.

MARA Belloni