Programma di riabilitazione di ex-bambini soldato
Area e Paese d'intervento
Lungi, Sierra Leone
Settore d'intervento
Sociale
Durata
12 mesi
Tipologia del progetto
Emergenza
Stato del progetto
Concluso il 28 febbraio 2002
In Sierra Leone, uno dei paesi in cui il numero di bambini-soldato è tra i più alti al mondo, è intervenuta l’AFMAL-FBF con un progetto, della durata di un anno, realizzato in collaborazione con l’UNDP, con Sua Eccellenza Vescovo della Diocesi di Makeni, Mons. Giorgio Biguzzi, nonché presidente della Caritas in Sierra Leone e finanziato dal Dipartimento del Ministero degli Affari Esteri Italiano, che si inserisce in un ampio programma di riabilitazione degli ex-bambini soldato istituito dal Governo della Sierra Leone nel 1997. L’obiettivo del programma è stato quello di curare ed assistere quei bambini che direttamente o indirettamente hanno visto la loro vita sconvolta dalla guerra, ed aiutarli a reintegrarsi psicologicamente, culturalmente e professionalmente, nel tessuto sociale del loro Paese. Il progetto prevedeva la realizzazione di un Centro di Accoglienza ad interim per bambini/e e donne soldato a Lungi, nel Nord del paese che, attraverso l’opera di assistenti sociali che seguono direttamente il percorso di riabilitazione di ciascun minore, cerca di restituire un’integrità psicologica al bambino e, allo stesso tempo, di aiutarlo a costruire, attraverso un processo di formazione professionale e scolastica – a questo proposito l’AFMAL-FBF la Caritas intendono creare tre scuole professionali, taglio e cucito, pittura ed agraria - una nuova ed importante identità sociale.
L’intervento da parte dell’Afmal nel Paese africano si è sviluppato in diverse fasi:
- Creazione di un Centro di accoglienza ad interim nel quale ex-bambini soldato possano alloggiare, nel quale gli venga fornita un’assistenza sanitaria e psicologica da parte di medici e personale specializzato.
- Equipaggiamento del Centro con tutte le attrezzature adatte per effettuare questa operazione di recupero fisico-psichico e reintegro sociale di ogni bambino.
- Individuazione, in Italia e in loco, di personale con caratteristiche adatte e addestrarlo a tutte le tecniche più avanzate di terapia,
- Aggiornamento continuo delle loro conoscenze con stages e seminari.
- Istituzione e organizzazione di scuole professionali, all’interno del Centro, che insegnino ai bambini tecniche di coltivazione, di allevamento, di taglio e cucito e di pittura, con il fine di aiutare il bambino a specializzarsi e a formarsi in una nuova identità lavorativa.
- Impegno costante a favore di un riavvicinamento del bambino con la sua famiglia di origine, sviluppando programmi di sensibilizzazione delle famiglie – che molto spesso si pongono in una condizione di resistenza e di rifiuto - in collaborazione con il Ministero degli Affari sociali e l’Unicef.