Sostegno a distanza

In Asia l'A.F.Ma.L. opera dando la priorità agli interventi a favore delle fasce sociali più vulnerabili, che vivono ai margini o al di sotto della soglia di povertà, o risultano prive di diritti fondamentali.

 Attraverso il Sostegno a distanza, l'AFMAL porta avanti in Asia, in particolare nelle Filippine, interventi a favore dei bambini, affetti da patologie invalidanti come l'ipoacusia, le altre limitazioni fisiche, le cerebrolesioni gravi e le malattie di natura allergica, ecc.., che altrimenti sarebbero condannati ad una vita di emarginazione, quando non addirittura abbandonati dalle famiglie.
Le donazioni e i contributi ricevuti consentono di sostenere lo sviluppo dei bambini e dei giovani attraverso il sostegno scolastico, sanitario e alimentare, il supporto alle famiglie in difficoltà, le borse di studio, l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Le donazioni per il SAD non sono destinate a un bambini in particolare, ma sono utilizzate per sostenere una comunità, un gruppo di bambini, in cui tutti sono assistiti allo stesso modo. Proprio per questo si richiede al donatore di porre la sua fiducia in queste comunità e negli interventi di sviluppo implementati e non in una fotografia, in un indirizzo o in una scheda di informazioni personali che violano la privacy. Il SAD non può essere considerato un fatto individuale che raggiunge una singola persona, perche il bambino povero ed emarginato non è un caso singolo, ma va integrato in una progettazione globale per contrastare alla radice le situazioni disperate in cui versano milioni di persone.
In particolare si interviene su tre ambiti specifici:
- medico - sanitario;
- educativo;
- assistenza alla comunità in cui il bambino è inserito.
E' sulla base della grave situazione sanitaria filippina che ha preso forma l'iniziativa volta al miglioramento della salute dei bambini dei quartieri di Quiapò e Amadeo, zone particolarmente disagiate di Manila nei quali opera la controparte locale dell'AFMAL. La sordità produce nel bambino effetti devastanti, soprattutto se il danno si manifesta alla nascita o prima di iniziare a parlare. Il bambino, infatti, parla imitando le voci e solo se sente la propria voce e quella dei familiari può imparare a parlare. La deprivazione uditiva causa perciò gravissimi disturbi allo sviluppo del linguaggio e delle capacità di comunicare, apprendere e socializzare.
Nessun dato si ha sulla incidenza delle cerebrolesioni nell'infanzia, in quanto i bambini affetti da patologie cerebrali sono tenuti in casa, se le condizioni economiche delle famiglie lo consentono, ovvero abbandonati, come è accaduto per gli attuali piccoli ospiti del centro di Amadeo.
          Per quanto riguarda l'inserimento sociale dei bambini audiolesi e cerebrolesi il bacino d'utenza supera i confini metropolitani, in quanto le strutture presenti nel Paese ad essi dedicate sono estremamente rare e inaccessibili per ragioni economiche alla maggior parte della popolazione.